La regola del vaccino non sbaglia mai

Se volete fare una scrematura delle conoscenze, depennare dei nomi dalla rubrica telefonica, provate a chiedere un’opinione sui vaccini. In pochi minuti avrete un quadro completo del soggetto, meglio di una pagella: c’è la matematica, l’educazione civica, la biologia e anche l’italiano.

I primi da cancellare senza esitazioni sono quelli che “chissà cosa c’è dentro”, però se ne preoccupano solo per un farmaco controllato da svariati enti di controllo nazionali ed internazionali, mentre ingurgitano e si spalmano addosso ogni tipo di sconosciuto preparato che prometta rughe in meno o muscoli in più.

Subito dopo vengono quelli preoccupati dagli effetti collaterali, ai quali è inutile spiegare che se sono spaventati da queste piccole percentuali di rischio dovrebbero allora evitare di prendere la macchina o magari di fumare delle sigarette.

C’è poi il gradasso, che il vaccino se lo farebbe pure, ma non ha voglia di menate, tanto a lui i virus non fanno nulla.

Ecco, questi sono forse pure peggio, perché non capiscono che i vaccini funzionano se li fanno in tanti e gli effetti positivi sono per se stessi ma, soprattutto, per la collettività. Infatti il vaccino ha un’esternalità positiva… “Esternalità cosa?” vi risponderebbero, non spiegateglielo, cancellate il numero.

Ultimi della lista, i fini giuristi della domenica, quelli che l’unica volta che hanno visto un articolo della Costituzione è stato quando Benigni l’ha letta in TV, prima delle partite della nazionale.

Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario. Lo dice la Costituzione” vi dicono con saccenza, quella classica del furbo, che a scuola sperava di sfangare l’interrogazione leggendo i bignami.

Peccato si sia perso la seconda parte della norma costituzionale, che recita “se non per disposizione di legge”, quando glielo si fa notare, di solito, si sciolgono da soli, occhi sgranati ed espressione incredula “Ma sei proprio sicuro?”

Tutte queste misteriose creature non sarebbero un problema in uno Stato ideale, nel quale il Governo si preoccupa della salute dei cittadini e non solo del loro voto.

Purtroppo però il nostro agone politico è popolato da social-dipendenti alla continua ricerca di like (e voti). Ecco quindi che nessuno ha il coraggio di dire “Ah bischero, guarda che se non ti vaccini tu, ti obblighiamo noi…”, sarebbero troppi voti persi.

Per fortuna poi arriva un Presidente del Consiglio che ha un immenso pregio, non me ne vogliano i predecessori, che è quello di non essere minimamente interessato ai voti e ai consensi immediati.

Quest’uomo finalmente libero dal giogo dei sondaggi quotidiani pronuncia una frase di scienza e coscienza “Il governo intende intervenire: non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati. La ministra Cartabia sta prendendo un provvedimento a riguardo”.

Ah… quale immensa gioia udire, almeno per una volta, parole decise e chiare dettate esclusivamente dall’interesse per il bene pubblico, senza altri calcoli.

Videoreporter, autore e scrittore. Vicedirettore di Trekking.it e autore per Momak Agency. Scrivo anche di società, politica e attualità sempre con lo sguardo fermo sui fatti e sui perché.

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