Foreste e natura: il nostro antivirus naturale

Gli scienziati lo dicevano ormai da qualche anno: la prossima grande epidemia sarà provocata da un virus animale che contagia l’uomo. Le cause principali sono la deforestazione, la distruzione di habitat naturali e la diminuzione di biodiversità. Circostanze che facilitano il c.d. Spillover, ovvero il “salto di specie” dei virus dagli animali selvatici agli esseri umani.

Molti studi hanno ormai accertato che buona parte delle epidemie virali che hanno contagiato l’uomo negli ultimi anni, compreso il Covid-19, hanno origine animale.

Le ragioni di questa moltiplicazione di patogeni che passano dagli animali all’uomo è in buona parte dovuto alla crescente pressione antropica sulle foreste e gli ecosistemi naturali, che vengono distrutti e frammentati.

 

Ci sono molte specie di virus diffuse tra gli animali selvatici, di cui l’uomo non è a conoscenza, molte delle quali appartengono alla famiglia dei Coronavirus. Patogeni rimasti sempre confinati nel regno animale ma che, negli ultimi anni, sempre più spesso contagiano anche l’essere umano.

I problemi sorgono quando aumentano i contatti ravvicinati tra specie selvatiche portatori di questi virus ed esseri umani, proprio come avvenuto in Cina con il Covid-19.

L’incremento di questi contatti degli ultimi anni è causato dalla distruzione delle foreste e degli ambienti naturali e dalla riduzione di biodiversità, a dirlo sono diverse ricerche scientifiche, tra cui uno studio condotto dall’Università di Standford, in California.

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Videoreporter, autore e scrittore. Vicedirettore di Trekking.it e autore per Momak Agency. Scrivo anche di società, politica e attualità sempre con lo sguardo fermo sui fatti e sui perché.

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