L’importanza delle parole

L’importanza delle parole

Le parole sono tutto ciò che abbiamo 

Le parole sono oggetti delicati, se si usano troppo e male si consumano fino al punto di perdere la loro utilità, quella di comunicare un pensiero o un concetto.

Sono due, in particolare, quelle che mi hanno fatto accendere questo campanello di allarme. Sto parlando di “provarci” e “resistere”, due termini abusati al punto di arrivare a perdere la loro anima.

Una brutta faccenda.

Certo non è mai morto nessuno per un fatto del genere, però non è una cosa da sottovalutare.

Oggi siamo bombardati da parole: Facebook, Instagram, Youtube, Netflix, i siti di notizie, mettono in competizione tra loro decine di migliaia di parole che combattono per essere ricordate.

Spesso, per ottenere questo risultato, cercano di spiazzare.

Spiazzare… una parola può spiazzare? Certo!

Accade quando si utilizza fuori dal suo significato comune, fuori contesto, insomma quando suona strana.

Si fa prima a mostrare che a spiegare, infatti adesso farò un esempio che ti stenderà e ti manderà in estasi, una bella overdose di parole per farti capire.

Niente, l’esempio l’ho appena fatto, potrei scommettere qualcosa sulla tua espressione quando hai iniziato a leggere la frase precedente: stranita oserei definirla, o qualcosa del genere.

Ecco, ti ho spiazzato, ho usato aggettivi e verbi che nulla c’azzeccavano con un discorso comunicativo: in overdose ti manda la droga, un gancio dato da Tyson ti stende, non parliamo del “mandare in estasi”, diverse cose lo possono fare non certo un esempio.

Tutto vero, ma usare delle parole fuori dal loro normale contesto mi ha permesso di attirare la vostra attenzione, vi hanno spiazzato, almeno per qualche secondo.

Provate a parlare con una persona appena conosciuta e, prima di dire un concetto importante, avvicinatevi e toccatela, magari stringete il suo braccio, di certo avrete la sua attenzione.

No… non ho perso il filo del discorso, mi serviva solo fare capire perchè certe parole vengono abusate, veniamo ora all’effetto e alle conseguenze di tutto questo.

Il primo è la perdita di significato, perché se continuano a dirti che una canzone ti stende, la prossima volta che qualcuno ve ne descriverà una come coinvolgente ed emozionante, non vi sembrerà nulla di eccezionale.

Resistere e provarci, torniamo a questi due verbi, descrivono un’azione importante

Hai presente quando qualcosa più grande di te ti sta mettendo all’angolo, è ad un passo dallo sconfiggerti, dal metterti col culo per terra senza la possibilità di rialzarti, almeno nell’immediato.

Ma non ci stai, non accetti il verdetto e quindi non indietreggi ma, anzi, avanzi, con tutta la tua energia, con una forza sconosciuta contro questa negatività e anche se sembra più grossa di te, ed effettivamente lo è, comunque riesci a farla arretrare.

Gli assesti qualche colpo duro, ben piazzato, di quelli che fanno barcollare, colpi che non partono dai muscoli, ma dalla disperazione, che si trasforma in energia e ti  fa andare oltre, ti fa realizzare qualcosa di straordinario, superare limiti che pensavi di avere e sbloccare doti sopite o nascoste.

Potrebbe suonare epico, forse troppo, ma non è così!

Perché sconfiggere qualcosa che sembra essere insormontabile è epico, gli altri non possono capirlo, ma tu si, perchè sembrava impossibile ma hai deciso di andare avanti lo stesso.

Hai trattenuto il fiato, ti sei fatto forza e ti sei buttato ad affrontare onde più grandi di te, pensavi di affogare e di esserne travolto, ma incredibilmente ci surfavi sopra, le domavi, incerto e claudicante, ma c’eri sopra… e non sotto!

La questione è tutta qui, ci sono troppi coach, motivatori, formatori in giro che reclamano attenzione e lo fanno facendo fuoco con parole fuori contesto, che hanno ripetuto talmente tanto da svuotarle di significato.

Perfino andare a correre tutti i giorni oppure uscire dall’ufficio un’ora più tardi viene etichettato come RESISTERE.

I social, certo, non hanno aiutato, la continua necessità di manifestare se stessi, di farsi notare, di acchiappare un like, ha portato questo uso improprio ad un livello superiore… ma questa è un’altra storia!

Che male c’è ad ingigantire un po’ le cose? ecco cosa ne penso! 

Sento cosa stai pensando, lo so benissimo anch’io che per allenarsi tutti i giorni ci vuole determinazione e convinzione, che lavorare sodo non è facile e ci vuole parecchia energia, che molti non riescono e preferiscono il divano o rimandare a domani quel che si poteva fare oggi.   

Ma se non vogliamo vedere ricchi ereditieri tatuarsi sul petto parole come resilienza, che poi significa proprio capacità di resistere e reagire ad un trauma, pensando di esserne la perfetta incarnazione dobbiamo prestare attenzione al significato, averne cura, usarlo bene.

Il rischio altrimenti è quello di essere assuefatti a certi concetti, pensare che essere resilienti vuol dire affrontare il cliente insopportabile, il ritardo nel pagamento di una fattura o una settimana con i bimbi malati a casa e probabilmente ci troveremo impreparati quando, si spera mai, arriverà davvero il momento di esserlo.

Pochi giorni fa ho letto una notizia, Alex Zanardi ha gareggiato nell’Iron Man, una delle competizioni più dure sulla faccia della terra arrivando quinto assoluto.

Be, non credo che sulla sua pelle ci siano tatuaggi, ma non serve vederlo inciso su suoi pettorali, perchè la “resilienza” è radicata nel sui spirito e ti trasmette il suo significato con un solo sguardo.

Non l’ha quasi mai pronunciata, ma interpretata si, decine di volte, restituendole il suo vero significato. Questo è importante tanto per lui quanto per gli altri, perchè vi fa capire davvero cosa vuol dire resistere e provarci nonostante tutto, sfidando cose più grandi di voi, superando limiti ed ostacoli.

Guardatelo, capite l’essenza di quella parola, il reale significato e mettetelo da parte, in un angolo della vostra testa, pronto da sfoderare nel momento del bisogno ma non un attimo prima.

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