La battaglia più dura? Contro se stessi

Un bel giorno ho perso contro me stesso

Una battaglia che non riuscivo ad accettare, quella contro me stesso, le mie ansie e le mie paure. La vita spesso si diverte a fare degli sgambetti, a scombinare i piani proprio mentre sei distratto a fare altro.

Uno dei mantra più ripetuti dai motivatori e guru di ogni genere è: siamo i più grandi nemici di noi stessi.
Ce lo ripetono spesso, cosi tante volte da farci pensare che siano solo parole vuote… Ma non è così!

Un buon esercizio da fare potrebbe essere quello di segnarsi ad inizio mese tutte le nostre preoccupazioni o ansie per i giorni a venire, per un lasso di tempo sufficientemente lungo, per esempio un mese.

La regola numero uno è riuscire ad essere completamente onesti, scriviamo tutto, anche le cose che riteniamo più assurde o che ci creano imbarazzo o vergogna.

Dopo di che prendiamo questo foglio e mettiamolo in un cassetto, o in una cartella del computer, e scordiamolo fino alla fine del mese.

Cerchiamo l’aiuto di qualche app tipo Google Calendar, ma anche la classica agenda va bene, e appuntiamoci un memo per il primo giorno del mese successivo che ci ricordi di andare a rileggere questo foglietto.

Quando arriverà il momento, ci troveremo davanti ad una lista di timori e preoccupazioni per una lunga serie di cose che alla fine non sono accadute, magari qualcuna si, ma certamente quasi tutte le vostre paure si sono rivelate infondate.

Facile no? No!

Non è facile liberarsi delle proprie paure, perché in fondo sono armi di autodifesa. Molte delle cose di cui avevate paura non sono accadute probabilmente perché avete lavorato duro per scongiurarle proprio sfruttando la carica che la paura vi ha dato.

La paura e l’ansia non sono un male assoluto, come per molte altre cose della vita tutto dipende dalla misura, dall’impatto che hanno nel nostro vivere quotidiano.

Se ci bloccano, se diventano così grandi da impedirci di muoverci liberamente, di prendere decisioni, di andare avanti nella nostra vita allora dobbiamo trovare la forza di sbarrare la loro la strada, di segnare un confine oltre il quale non farle andare.

Le persone coraggiose non sono quelle prive di paura ma, piuttosto, quelle che riescono a domarle, a prenderne solo il buono lasciando invece gli aspetti negativi da parte. Il concetto lo ha espresso bene Mark Twain: “Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura.

Quindi dobbiamo avere paura, ma riuscire a usarla come un carburante, imparare ad utilizzarla senza lasciarci usare, prendere l’energia ed incanalarla per raggiungere i nostri obiettivi, per superare i nostri limiti e mollare i nostri freni.

La nostra mente ci “racconta storie”

Viviamo spesso nella illusione, anche un po’ presuntuosa, di vivere sensazioni e stati d’animo solo nostri, che nessuno può capire, ma non è così!

Tutti noi abbiamo paure che potrebbero definirsi ancestrali, collegate proprio alla radice del nostro essere umani. 

Tra queste la regina è di certo la paura della perdita, che si può manifestare in tanti modi ma che riguarda sempre quello che abbiamo, o pensiamo di avere, e che temiamo improvvisamente di non avere più.

La paura di perdere è una delle più forti leve psicologiche dell’uomo spesso utilizzata nel marketing e nella pubblicità per farci comprare prodotti o servizi.

Abbiamo tutti una mente narrativa, in pratica la nostra esistenza ce la raccontiamo come fosse un film di cui siamo protagonisti, prendiamo tutti i fatti che ci accadono e li mettiamo insieme, gli diamo un senso, un rapporto causa-effetto, anche se non lo hanno.

Il nostro cervello ne ha bisogno, non accetta la casualità, ha sempre bisogno di trovare un nesso a quello che accade intorno, poco importa se sia solo nostro, almeno ci fa stare bene.

In pratica ci facciamo dei film.

Nulla di male, non possiamo certo dire che cercare di dare un senso alla propria vita possa portare conseguenze negative e, infatti, non è così, o almeno non in tutti i casi.

Questa funzione della nostra testa ci porta a dare grande significato ad ogni nostra conquista, ad ogni traguardo raggiunto, caricandolo di enorme significato.

Ecco perché spesso pensiamo di avere tanto da perdere e che ogni piccola deviazione dai nostri piani di vita possa provocare perdite irrimediabili.

Quando affrontiamo scelte importanti è inevitabile iniziare ad immaginare le possibili conseguenze, e qui subentrano timori e ansie, perché inevitabilmente iniziamo a costruire la storia del nostro possibile fallimento che molto probabilmente si potrebbe ascrivere al genere dramma.

Se ad esempio stiamo pensando di cambiamo lavoro immediatamente immaginiamo che potremmo trovarci male, finendo per essere nervosi e magari andare in contro ad una crisi di coppia e così dritti verso la depressione e alla perdita del nostro attuale status quo.

Cercate di essere sinceri con voi stessi, non mi direte che non avete mai pensato a qualcosa del genere?

Raccontarci un’altra storia per superare la paura

Siamo paralizzati di fronte a scelte importanti perché il nostro cervello costruisce una storia fantastica in cui siamo in una situazione perfetta nella quale abbiamo solo da perdere. Inoltre la consapevolezza che ogni decisione porta con se un cambiamento importante, spesso siamo portati ad immaginare che qualcosa possa andare storto.

Dobbiamo invece imparare a riscrivere la nostra storia, i nostri pensieri, di vedere le cose sotto una luce diversa, è fondamentale dare il giusto valore a quello che abbiamo e facciamo ma senza che diventino ostacoli.

Molti dei castelli dorati nei quali pensiamo di essere sono in realtà delle capanne. Capiamoci bene, nessuno intende sminuire quello che con sforzo e fatica ci siamo conquistati, il solo fatto di essere costata fatica e determinazione da valore a qualsiasi cosa.

Ma questo valore si azzera nel momento in cui diventa un freno, tutto quello che è fuori dalla nostra mente ci arriva attraverso le nostre percezioni, nulla è oggettivamente importante (salute e parte, è chiaro) ma lo è solo fino a quando ci da qualcosa, ci fa stare bene e ci fa sentire in equilibro con noi stessi.

Questo dovrebbe essere l’unico tesoro della nostra esistenza, la consapevolezza di essere e avere qualcosa che ci dona gioia e serenità.

Un cospicuo conto in banca, una bella casa o una macchina sportiva non valgono niente, meno di niente, se sono solo un’affermazione, una rivalsa verso la società e nulla di più.

Le cose più importanti della vita non sono cose, una frase che qualcuno ha detto e che andrebbe riletta almeno una volta al giorno. Non abbiamo bisogno di possedere cose, abbiamo necessità di stare bene, di avere persone intorno che ci donano gioia di vivere, di fare qualcosa  che ci mette in pace col mondo, che ci faccia sentire finalmente in pari con noi stessi.

Non esiste oggetto materiale che possa pareggiare l’insoddisfazione di aver lasciato passare un sogno. Pensate bene a questo, cosa conta davvero se non fare quello che ci fa stare bene, che senso ha AVERE se non possiamo ESSERE quello che vogliamo.

Cosa avremo mai da perdere? avere una casa più piccola, una macchina meno bella o magari qualche soldo in meno possano valere davvero il prezzo dell’immobilismo, del non fare quello per cui sentiamo di essere nati, che ci fa stare bene, che ci completa?

Abbiate il coraggio di perdere qualcosa per non rischiare di perdere tutto.

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La battaglia contro se stessi
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Una delle battaglie più difficili che ci troviamo a combattere ogni giorno è proprio quella contro se stessi, ci poniamo limiti, ci frenano le paure e alla fine ci troviamo bloccati. Ma vincere è possibile.
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